Obbligo sanificazione studi ed aziende per COVID-19

Credito d’imposta sanificazione: agevolato anche l’acquisto di mascherine e barriere protettive

Fedele Santomauro Economia, lavoro & fisco
Andria - domenica 19 aprile 2020
sanificazione aziende
sanificazione aziende © n.c.

Il protocollo di intesa siglato tra Governo e Parti Sociali il 14 marzo 2020 per il contrasto e contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro prevede, una serie di misure straordinarie (informazioni al personale dipendente, modalità di accesso dei fornitori, precauzioni igieniche personali, gestione degli spazi comuni, dispositivi di protezione individuali, ecc.). per le ditte non interessate dai provvedimenti di chiusura dai DPCM e dal Decreto MISE.

Tra queste misure il punto 4 prevede che “l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago”. Il Ministero della Salute (circolare 22.02,2020, n. 5443) ha precisato le regole per la decontaminazione dei locali dove hanno soggiornato casi confermati di COVID-19.

Per l’azienda o studio professionale che hanno proseguito l’attività, è quindi obbligatorio procedere alla “sanificazione periodica”; l’inosservanza di tale obbligo potrebbe comportare la rivalsa dell’Inail e gravi conseguenze legali nel caso di conseguenze per la salute dei lavoratori.

Per le spese di sanificazione è stato riconosciuto un credito di imposta pari al 50% delle spese stesse, con un massimo di € 20.000 per impresa/studio, attingendo dallo stanziamento di € 50 milioni previsto dall’art. 64, D.L. 18/2020.

Mentre con il decreto Liquidità D.L. n. 23 del 2020 (tuttora non ancora entrato in operatività in quanto non è stato pubblicato il decreto ministeriale che fornisca le indicazioni di attuazione)il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti produttivi previsto dall’art. 64, D.L. 18/2020, destinato alle imprese di tutte le dimensioni, amplia il sostegno all’acquisto di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale.. Nello specifico, è ammissibile l’acquisto di dispositivi di protezione individuale compresi mascherine chirurgiche (Ffp2 e Ffp3), guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari. Agevolato inoltre l’acquisto dei dispositivi di sicurezza idonei a proteggere i lavoratori quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi in risposta all’emergenza Coronavirus (Covid-19).

La normativa rimanda infatti ad un decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, da adottare nel mese di aprile 2020, con cui saranno stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta anche al fine di assicurare il rispetto del limite di spesa.

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I commenti degli utenti
  • Maria ha scritto il 20 aprile 2020 alle 10:13 :

    Allora spero che tutti i titolari delle attività che riprenderanno, capiscano e approfittino dello strumento del credito di imposta, rispettando questo obbligo, ma contestualmente mi auguro che si dispongano controlli, da parte delle autorità competenti, presso tutte le attività produttive e presso tutte le attività professionali... Mi permetto di dire questo perché purtroppo, da dipendente, per poter lavorare, i dispositivi personali necessari, li sto comprando di tasca mia. Rispondi a Maria