Prima inter pares

Ha vinto una donna dalla parola intelligente e dall’arte oratoria raffinata, capace di trasferire entusiasmo e speranza. È la sacra energia femminile

Mirella Caldarone Punto di vista
Andria - venerdì 09 ottobre 2020
Giovanna Bruno Sindaco di Andria
Giovanna Bruno Sindaco di Andria © Mirella Caldarone

È la prima cittadina di Andria. La prima donna ad essere eletta direttamente dai cittadini.

La città dolente e stremata ha reagito premiando le maniere compite e la lungimiranza.

Ho provato stupore nell’osservare la sua arte del credere nella salvezza di una comunità. Scovare il bello e farlo ossigenare alla luce della speranza collettiva è una capacità straordinaria. Giovanna ha preso per mano illuminando una strada comune con la torcia di una possibilità reale per tutti.

La sua forza ha trascinato come un fiume in piena. Ci ha fornito zattere su cui salpare e provare, insieme, a recuperare un senso perduto di comunità.

Ha vinto una donna dalla parola intelligente e dall’arte oratoria raffinata, capace di trasferire entusiasmo e speranza. È la sacra energia femminile, un potere che nulla ha a che fare con l’accezione di arroganza o prevaricazione, normalmente associata a questo termine. Il vero potere è potere insieme all’altro e non sull’altro, è scoprire modi creativi per prosperare insieme lasciandosi alle spalle vecchi modelli secondo cui qualcuno emerge a scapito di altri.

Potere è centratura, è generatività sociale. È la capacità di creare connessioni con gli altri proiettandosi verso il futuro. Tale potere è connesso al femminile, alla naturale capacità di infondere vita.

La sua campagna elettorale ha avuto un carattere salesiano, gioioso e mai collerico, di servizio alla gente, di desiderio di essere presente tra i giovani e le famiglie umili, professionisti ed operai. Un laico impulso apostolico, direi.

Siamo in un momento di mutamento radicale. Andria deve tornare a somigliare alla piacevolezza, alla civiltà, alla speranza. Serve quella bellezza che crei disagio ai violenti e agli incivili che hanno potuto fiorire indisturbati in mancanza di visioni progettuali nell’ultimo decennio.

Ci serve recuperare la passione condivisa e rispolverare il senso di appartenenza alla comunità alla quale destinare tempo, pensieri e progettualità.

Andria ha scampato il pericolo di rimanere impigliata nella mancanza di moto sociale positivo. Ora è necessario che tutte le forze propositive collaborino alla ripartenza. Tutti: forze politiche, associazionali, di volontariato, giovanili ed artistiche facciano la propria parte, perchè insieme si torni ad essere comunità che costruisce, senza necessità viscerale di demolire. Non c’è nessun nemico da combattere.

Servono esperienze comprovate di buon governo, capacità di relazioni istituzionali, reti sociali, conoscenza degli strumenti che consentano la realizzazione di progetti complessi attraverso cui reperire risorse economiche, cooperazione di comunità e tanto altro.

Si mettano da parte le modalità dannose di avvelenamento sociale, serve solo lavorare seriamente per il benessere di tutti.

Parole calzanti, quelle di Papa Francesco, nella sua Enciclica del 3 ottobre; mi è sembrato che Egli sia passato da Andria nelle ultime ore della campagna elettorale:

“Oggi in molti Paesi si utilizza il meccanismo politico di esasperare, esacerbare e polarizzare. Con varie modalità si nega ad altri il diritto di esistere e di pensare, e a tale scopo si ricorre alla strategia di ridicolizzarli, di insinuare sospetti su di loro, di accerchiarli. Non si accoglie la loro parte di verità, i loro valori, e in questo modo la società si impoverisce e si riduce alla prepotenza del più forte. La politica così non è più una sana discussione su progetti a lungo termine per lo sviluppo di tutti e del bene comune, bensì solo ricette effimere di marketing che trovano nella distruzione dell’altro la risorsa più efficace. In questo gioco meschino delle squalificazioni, il dibattito viene manipolato per mantenerlo allo stato di controversia e contrapposizione.”

Irta e lunga è la strada per recuperare il tempo perduto. Non resta che augurare buon lavoro alla Prima Cittadina e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Costituiamoci in un nuovo Noi. Adesso.

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I commenti degli utenti
  • Lella Ribatti ha scritto il 15 ottobre 2020 alle 11:12 :

    Complimenti per il suo articolo. Condivido pienamente. Rispondi a Lella Ribatti

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