Mascherine sì o no?

Durante la forzata convivenza con il Covid-19 ci siamo ormai abituati (o rassegnati) all’uso delle mascherine, che non sono da considerare un accessorio d’abbigliamento ma a tutti gli effetti un presidio salvavita

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 30 ottobre 2020
mascherine
mascherine © n.c.

L'uso delle mascherine salva molte vite umane, limitando la diffusione del coronavirus e le opportunità di contagio e nonostante ciòsi continua a discutere della loro utilità ed efficacia. Le mascherine sono oramai il simbolo di una pandemia che ha colpito 35 milioni di persone e ne ha ucciso più di un milione.Numerose ricerche hanno dimostrato come questi dispositivi riducono le possibilità sia di trasmettere che di prendere il coronavirus. Il decreto legge Covid approvato dal Consiglio dei ministri, (riunitosi in data 7 ottobre per prorogare al 31 gennaio 2021 lo stato d’emergenza) impone di “portare la mascherina sempre con sé e di indossarla al chiuso e all’aperto, in tutti i luoghi accessibili al pubblico e in quelli in cui si possono incontrare persone non conviventi.Si fa eccezione a tali obblighi, sia in luogo chiuso che all’aperto, nei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi”. Non sono soggetti all’obbligo di mascherina i bambini al di sotto dei sei anni, nonché le persone con patologie o disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e chi li assiste/interagisce con loro. Mascherine di comunità, mascherine chirurgiche, dispositivi di protezione individuale (DPI). Le mascherine di comunità hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Questi dispositivi devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato ( possono essere anche auto-prodotte), non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e sopratutto non devono rendere difficoltosa la respirazione. Sono monouso e lavabili a 60 gradi e se commercializzate sulla confezione sono riportate le indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance.

L'Istituto Superiore di Sanità precisa che queste non sono dispositivi medici (come le mascherine chirurgiche) né dispositivi di protezione individuale, nonostante ciò aiutano a limitare la diffusione del virus, ma devono essere utilizzate in aggiunta ad altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani), che restano prioritarie. Mascherine chirurgiche: sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario o in particolari ambienti lavorativi e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Questi dispositivi rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione del virus. Dispositivi di protezione individuali DPI: l’utilizzo di veri e propri “Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) delle vie respiratorie (FFP - secondo le norme) - in sostituzione all’uso di mascherine medico-chirurgiche - dovrebbe essere attentamente valutato in casi specifici, con particolare riferimento a tutti gli operatori che possano entrare in diretto contatto con persone con sintomi respiratori, oppure con soggetti con diagnosi sospetta o acclarata di Covid-19, oltre che con soggetti posti in regime di in quarantena”. Per classificare le maschere in base al loro potere protettivo, possiamo dire che le FFP1 filtrano circa il 78% delle particelle di polveri, fumo e aerosol esterno mentre le FFP2 filtrano circa il 92-95%. Le FFP3 hanno un potere filtrante maggiore, quasi del 100%. Se tutti usassimo le mascherine chirurgiche limiteremmo notevolmente il rischio di contagio, tecnicamente però le migliori sono quelle classificate FFP2 e FFP3 senza valvola perché garantiscono una efficace protezione sia per l’utilizzatore che per gli esterni.

Quindi la differenza tra le mascherine chirurgiche e i DPI è che le prime fungono da barriera fisica abbastanza limitata e più che altro fanno in modo che chi le indossa eviti di emettere particelle di saliva o starnuto all’esterno (in sostanza, proteggono gli altri più che il proprio utilizzatore), mentre i DPI sono dei veri e propri strumenti di protezione per chi li indossa. Sono solitamente indicate per il personale sanitario (medici, infermieri, farmacisti) e per i soggetti a rischio come soggetti anziani o non in perfetto stato di salute e quando si frequentano ambienti affollati e potenzialmente contaminati. L’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) ha pubblicato un Rapporto con le indicazioni sull'uso delle mascherine. Nelle conclusioni in particolare si legge che:- l'uso di mascherine facciali di tipo medico (chirurgiche o altro dispositivo medico) è prevalentemente riservato agli operatori sanitari e deve avere la priorità sull'uso delle mascherine nella comunità - l'uso di mascherine facciali in pubblico può servire come mezzo di controllo per ridurre la diffusione dell'infezione minimizzando la diffusione di goccioline respiratorie da individui infetti che non hanno ancora sviluppato sintomi o che rimangono asintomatici ed è raccomandato soprattutto in spazi affollati e chiusi, come negozi, centri commerciali o quando si utilizzano i mezzi pubblici, ecc. Come usare e smaltire correttamente le mascherine: Il Ministero della salute ha prodotto un video spot che spiega quando indossarla e come usarla in sicurezza. Le principali raccomandazioni: prima di indossare la mascherina, lavati le mani con acqua e sapone (per almeno 40-60 secondi) o con una soluzione alcolica (per almeno 20-30 secondi); indossa, manipola e togli la mascherina toccando solo gli elastici o i legacci, avendo cura di non toccare la parte interna; accertati di aver indossato la mascherina nel verso giusto (ad esempio nelle mascherine chirurgiche la parta colorata è quella esterna); posiziona correttamente la mascherina, facendo aderire il ferretto superiore al naso e portandola sotto il mento; se durante l’uso si tocca la mascherina, si deve ripetere l’igiene delle mani; non riporre la mascherina in tasca e non poggiarla su mobili o ripiani; quando diventa umida, sostituisci la mascherina con una nuova e non riutilizzarla (in generale, perdono di efficacia quando si inumidiscono a causa del respiro o dopo 4-6 ore.): sono maschere mono-uso e vanno gettate immediatamente in un sacchetto chiuso (va smaltita con i rifiuti indifferenziati), dopo di che è necessario lavarsi le mani; in caso di mascherine lavabili, procedere alle operazioni di lavaggio a 60°C con comune detersivo o secondo le istruzioni del produttore (se disponibili); talvolta i produttori indicano anche il numero massimo di lavaggi possibili senza riduzione della performance della mascherina; dopo avere maneggiato una mascherina usata e quando ci si toglie la mascherina, effettua il lavaggio o l’igiene delle mani.

Ma come conservare le mascherine dopo averle usate? La mascherine non vanno messe in tasca e non vanno poggiate su mobili e ripiani, ma è raccomandabile conservarle in un ‘tupper’ di plastica o in un sacchetto di plastica con cerniera e apporre un segno all'interno del contenitore per ricordarsi così la giusta posizione in cui riporle. Il 31 agosto 2020 il Comitato tecnico-scientifico (CTS) ha diffuso una nota in cui illustra le raccomandazioni tecniche per l'uso della mascherina chirurgica a scuola (tipologia raccomandata in questo contesto), differenziandone l'uso per fascia di età e in situazione statiche e dinamiche. Nell’ambito della scuola primaria, per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina può essere rimossa in condizioni di staticità ( bambini seduti al banco) con il rispetto della distanza di almeno un metrotra bocca e bocca) e l’assenza di situazioni che prevedono la possibilità di aerosolizzazione (es. canto). L’OMS ha precisato che i bambini possono indossare una mascherina di tessuto, anche fatta in casa, purché abbia tre strati: quello interno deve assorbire i cosiddetti “droplet”, cioè le goccioline di muco e saliva che contengono particelle virali che possono essere emesse con starnuti o colpi di tosse; quello centrale deve agire come filtro; quello esterno deve respingere i droplet (letteralmente significa “gocciolina” e in campo epidemico si riferisce alla saliva nebulizzata, parlando con una persona infetta a distanza ravvicinata, oppure per colpa di un colpo di tosse o di uno starnuto, ci raggiunge trasmettendoci il virus). In ogni caso è importante che la mascherina aderisca bene al volto e stia ben ferma sotto il mento: diversamente, se la mascherina è larga o scomoda, è probabile che i bambini la toccheranno di frequente per sistemarla correndo così il rischio di aumentare le possibilità di infezione. I bambini imitano il comportamento degli adulti e, se vedranno attorno a loro persone che indossano correttamente la mascherina saranno incentivati a imitarli.

Nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina potrà essere rimossa in condizioni di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro (n.d. rime buccali, ut supra), l’assenza di situazioni che prevedono la possibilità di aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dall’autorità sanitaria. I genitori devono ricordare sempre che la prima regola da seguire è quella di “dare il buon esempio”. In auto la mascherina è obbligatoria se nel veicolo sono presenti una o più persone non conventi, quindi amici, conoscenti e colleghi. Ogni volta che una persona estranea al nucleo familiare convivente sale a bordo dovrà mettere la mascherina coprendo naso e bocca, come se fosse all’aperto. Le norme in vigore dall’8 ottobre 2020, infatti, hanno inasprito le misure di prevenzione adottate fino ad ora, e chi non rispetta l’obbligo della mascherina rischia pesanti sanzioni amministrative: precisamente da 400 euro a 1.000 euro. Queste vengono comminate dalle Forze dell’ordine durante i controlli a campione e il loro importo è determinato in base a diversi fattori: gravità della condotta, reiterazione, numero di persone in auto, condizioni economiche dei soggetti multati. Per l'attività motoria all'aperto si dovrà indossare obbligatoriamente la mascherina. Può non metterla solo chi sta facendo attività sportiva (jogging o footing). Per attività motoria, sottolinea il ministero, «deve intendersi la mera passeggiata e non la corsa, anche quella svolta con finalità amatoriali, in quanto riconducibile ad attività sportiva». Quindi,«jogging e footing potranno continuare a svolgersi senza obbligo di mascherina».

In conclusione: l'uso di mascherine facciali di tipo medico(chirurgiche o altro dispositivo medico) è prevalentemente riservato agli operatori sanitari e deve avere la priorità sull'uso delle mascherine nella comunità; l'uso di mascherine facciali in pubblico può servire come mezzo di controllo per ridurre la diffusione dell'infezione minimizzando la diffusione di goccioline respiratorie da individui infetti che non hanno ancora sviluppato sintomi o che rimangono asintomatici ed è raccomandato soprattutto in spazi affollati e chiusi, come negozi, centri commerciali o quando si utilizzano i mezzi pubblici, ecc.; si può prendere in considerazione l'uso di mascherine facciali non mediche realizzate con vari tessuti,purché utilizzate in modo corretto, a misura complementare e non in sostituzione delle misure preventive consolidate. Ricordo infine che: per aiutare a interrompere la catena di trasmissione, secondo le indicazioni del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità «è necessario limitare i contatti con persone positive al Covid-19, lavarsi frequentemente e accuratamente le mani e indossare una mascherina (quando non è possibile garantire almeno 1 metro di distanziamento fisico)”. È sempre di grande attualità la dichiarazione rilasciata a marzo dal premier Conte: «di fronte all’avanzare dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus Covid-19 nel nostro Paese, le nostre abitudini vanno cambiate ora: dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia, dei nostri cari, dei nostri genitori, dei nostri nonni. Lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo solo se tutti collaboreremo e ci adatteremo subito a queste norme più stringenti».

Prima uscivi di casa e dimenticavi il portafogli e le chiavi. Adesso esci e fai: cavolo, ho dimenticato la mascherina. (anonimo)

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