Emergenza coronavirus e anziani: nessuna discriminazione nei loro confronti

«Esiste l’anziano che è autonomamente performante, che va in palestra, che ha una densa vita sociale, arricchita anche dalla presenza e dall’affetto dei nipoti e poi c'è l'anziano fragile che soccombe»

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 13 novembre 2020
Covid e anziani
Covid e anziani © n.c.

«L’infezione da Covid-19 ha messo a nudo la situazione della fragilità dell’anziano», afferma Alberto Pilotto, presidente eletto della Sigot (Società Italiana Geriatria Ospedale e Territorio). In un’intervista con Senti Chi parla, il medico ha voluto portare alla luce le difficoltà che in questo momento gli anziani con fragilità devono affrontare nella lotta alla Covid-19.

«Quando parliamo di anziani ci riferiamo ad una popolazione molto eterogenea. Esiste l’anziano che è autonomamente performante, che va in palestra due o tre volte alla settimana, che ha una densa vita sociale, arricchita anche dalla presenza e dall’affetto dei nipoti», spiega l’esperto in geriatria e gerontologia dell’Ospedale Galliera di Genova. «Esiste poi l’anziano fragile», e a questa fragilità contribuiscono molti fattori.

«Esiste la fragilità funzionale, cognitiva, psico-sociale, infine quella di natura clinica ed economica. Ebbene, queste diverse dimensioni vanno ad interagire assieme nei momenti di maggiore difficoltà». L’infezione da Covid-19 rientra in queste difficoltà, è un evento stressante, spiega Pilotto, che comporta la necessità di dover reagire. «L’anziano non fragile reagisce in maniera ottimale, con resilienza. L’anziano fragile soccombe». Oggigiorno, la prospettiva di vita per gli anziani, seppur in presenza di uno o più fattori di rischio o malattie croniche, è comunque buona e duratura grazie alle terapie disponibili. Eppure, negli ultimi mesi, chi ha pagato il prezzo più alto della pandemia, lo ha fatto quasi sempre a causa della malattia provocata dal coronavirus.

L'anziano fragile, di fronte a un evento di stress, quale è la pandemia da Covid-19, non è in grado di rispondere in maniera adeguata e quindi soccombe, con un aumentato rischio di eventi negativi: mortalità, disabilità e aggravamento delle proprie condizioni generali. Le persone over 70 hanno un sistema immunitario tendenzialmente più debilitato a causa della senescenza, e spesso sono colpite da patologie croniche e possono essere in trattamento prolungato con farmaci che possono debilitare il sistema immunitario. Le persone anziane, con problematiche cardiovascolari, polmonari, oncologiche rappresentano la fascia di popolazione in cui il rischio di una polmonite grave da Coronavirus e il rischio di mortalità sono più elevate. Le prime analisi dei dati epidemiologici effettuate dall'Istituto superiore di sanità mostrano che i pazienti deceduti sono soprattutto anziani, con più patologie.

Gli anziani hanno anche maggiore possibilità di sviluppare le conseguenze più gravi. L'Istituto superiore di sanità (ISS) rileva inoltre che la sintomatologia più frequente all’esordio della malattia Covid-19 è l’associazione di febbre e dispnea (difficoltà a respirare). È quindi importante che in relazione a questa particolare fragilità della popolazione italiana, le persone anziane assumano comportamenti di massima protezione. I pazienti che per primi necessitano di un monitoraggio più stretto sono coloro che presentano uno o più fattori di rischio cardiovascolare non controllati ad esempio gli ipertesi con elevati valori pressori domiciliari, i dislipidemici con colesterolemia non controllata e/o i diabetici con valori di emoglobina glicata superiori alla norma. Questo implica che vi sono, oltre alle visite cardiologiche specialistiche, alcuni esami da non procrastinare: l’emoglobina glicata nei pazienti diabetici, gli indici di danno d’organo nei pazienti ipertesi (microalbuminuria), il profilo lipidico per chi soffre di dislipidemia. Tra gli esami strumentali è consigliabile eseguire elettrocardiogramma ed ecocardiogramma per la definizione di danno d’organo negli ipertesi e nei pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico ed ecocolor doppler dei tronchi sovra-aortici nei pazienti diabetici e dislipidemici.

Inoltre il paziente con nota cardiopatia e scompenso cardiaco già in trattamento farmacologico necessita di un filo diretto con il cardiologo curante, anche attraverso consulenza telematica, per indicazioni terapeutiche specifiche. Se negli ospedali il numero di ricoveri degli anziani è elevatissimo, la situazione è preoccupante anche nelle case di riposo e nei centri per anziani, dove si vive in un ambiente nel quale un virus può avere una diffusione molto rapida. Anche gli anziani in solitudine e costretti nelle proprie abitazioni potrebbero in qualche modo essere condizionati e non rivolgersi al Pronto Soccorso o ad altre Strutture Sanitarie anche in caso di reale necessità.

Solo attivando efficaci strumenti alternativi di contatto medico-paziente e sfruttando le metodologie della telemedicina e l’impiego di tecnologie innovative è possibile seguire questi soggetti e in questo ambito importante è il ruolo di tutti coloro che assistono questi pazienti e dei familiari che possono accompagnare ed aiutare l’anziano ad accostarsi alla tecnologia in modo costruttivo ed attivo. Infine ricordo a tutti noi che, l’accesso ai servizi di emergenza e la disponibilità dei farmaci debbono essere garantiti a tutti e in particolare agli anziani che più degli altri hanno problemi di multi-cronicità e spesso sono affetti da seri problemi di salute.

Il mondo dell’anziano è a rischio: «Questo va sottolineato al fine di avviare dei percorsi di diagnosi e cura per chi è fragile o rischia di diventarlo». Sergio Mattarella

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I commenti degli utenti
  • g.s. ha scritto il 14 novembre 2020 alle 09:06 :

    "Emergenza coronavirus e anziani: nessuna discriminazione nei loro confronti!" Ho letto l'articolo: interessante oltre che autentico nel suo dire. Ma....passando dalla teoria alla pratica, mi chiedo ......in questo tempo del Covid 19 gli anziani non sono veramente discriminati? Perché un anziano che è ricoverato in una RSA viene portato in ospedale e un anziano che è in casa no perché "i valori sono buoni"? Quando l'ossigeno è a 80 ...può un anziano rimanere in casa? Certo in una casa di cura per anziani potrebbe generare contagio, ........potrebbe fare nascere un caso, in casa invece passerebbe in sordina ! Comprendo tutto: comprendo che ..... gli ospedali sono pieni, ....che il personale medico e paramedico sta affrontando questa situazione operandosi in modo indefesso e mettendo a ri Rispondi a g.s.

  • Immab ha scritto il 14 novembre 2020 alle 08:02 :

    Gli anziani sono genitori ,nonni,ma soprattutto esseri umani come lo sono i giovani..Vanno tuteli protetti come i bambini ..sempre..... Rispondi a Immab

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