Gambe dolenti: un disagio o un vero e proprio dolore che interessa una zona qualsiasi di una o tutte e due le gambe

Stanchezza, dolori muscolari e articolari, spossatezza possono caratterizzare anche la malattia da covid19 e molto frequentemente protrarsi per un lungo periodo

Domenico Di Noia La salute del cuore
Andria - venerdì 07 gennaio 2022
dolore alle gambe
dolore alle gambe © n.c.

Il dolore alle gambe di origine muscolare è un disturbo piuttosto diffuso che colpisce molte persone a tutte le età. Le cause scatenanti possono essere diverse e il dolore può manifestarsi durante il giorno o solo di notte e interessare un punto qualsiasi degli arti inferiori, dall’anca, alla coscia, al polpaccio, al gluteo, al piede. Il sintomo doloroso può essere lieve e sopportabile, oppure così intenso da compromettere lo svolgimento delle normali attività quotidiane e costringere chi ne soffre a un riposo forzato. Molto comune soprattutto fra le donne, il senso di pesantezza e stanchezza alle gambe è un disturbo che colpisce gli arti inferiori con dolenzia, gonfiore e malessere diffuso che spesso può trasmettersi a tutto il corpo. Numerose sono le patologie che possono essere associate a questo disturbo.  A scatenare il  dolore possono essere l’artrosi e l’artrite reumatoide, le patologie nervose (l’ernia discale), le neuropatie periferiche, la stenosi del canale vertebrale,  la sindrome delle gambe senza riposo (un tipico disturbo neurologico del sonno: il paziente affetto percepisce il desiderio irrefrenabile di muovere gli arti inferiori, unico apparente rimedio per trovare sollievo e conforto a dolore, fastidio e fitte alle gambe.), disturbi della circolazione venosa, (vene varicose, trombosi venosa profonda,tromboflebite), o arteriosa (arteriopatia periferica: detta anche «malattia delle vetrine»,  chi ne soffre non riesce a camminare a lungo a causa di un dolore intenso agli arti, che costringe a fare frequenti pause come se si fosse a passeggio e ci si fermasse a guardare i negozi), traumi o lesioni, magari dovuti a movimenti inopportuni o ad attività fisica di intensità eccessiva. Per poter individuare le cause scatenanti il dolore alle gambe, è di fondamentale importanza eseguire una corretta diagnosi clinico-strumentale  in modo da individuare cosa ha portato alla manifestazione di tale disturbo. Diagnosi clinica: l’esame obiettivo del paziente deve essere preceduto da un’attenta anamnesi che deve  considerare:

-segni locali o sistemici che possono accompagnare il dolore e che possono essere d’aiuto nell’inquadramento diagnostico;

-localizzazione della sintomatologia: questa può interessare entrambi gli arti inferiori, oppure essere riferita in corrispondenza di un solo arto, alla coscia, alla gamba o al piede, o solo ad  una parte di gamba  o di una regione posteriore dell’intero arto;

-tipo di dolore: puntorio, urente, crampiforme (può  essere causato da disidratazione oppure da carenze di sali minerali, in particolare di potassio, di calcio, di magnesio o di sodio),

-irradiazione: può interessare una porzione o  tutto l’arto,

-insorgenza: acuto, solitamente secondario a traumi (per esempio fratture, lesioni tendinee, o contratture muscolari), o a patologie vascolari acute (come la trombosi venosa profonda, l’occlusione arteriosa acuta); cronico: persistente anche  da mesi o anni;

-andamento: continuo se è un dolore persistente, che non regredisce e si presenta per esempio nelle patologie traumatiche (fratture, microfratture, ernia discale); intermittente: quando insorge a riposo, per esempio di notte, può essere scatenato dall’esercizio fisico, dall’esecuzione di esercizi di intensità fissa (claudicatio intermittens), o dal mantenimento della stazione eretta;

-presentazione: si può prentare in forma  isolata quando è l’unico sintomo riferito dal paziente o puo' essere associato ad altri segni e sintomi:

-identificazione del momento della giornata in cui si presentano i sintomi: al mattino, alla sera, solo a riposo dopo il prolungato mantenimento della stazione eretta o seduta; esacerbato o, al contrario, inibito dal cammino;

-fattori scatenanti: riposo/attività fisica/dolore notturno/dolore serale;

-fattori attenuanti: riposo/sollevamento degli arti/inclinare il busto in avanti.

Dopo la valutazione clinica per un completo inquadramento diagnostico è spesso necessario programmare, approfondimenti strumentali. Esame strumentali di fondamentale importanza   è  l'Eco-Color-Doppler venoso e arterioso  degli arti inferiori. L'Eco-Color-Doppler venoso, è un esame non invasivo che consente di studiare le vene degli arti inferiori  ma anche degli arti superiori. Lo scopo principale dell’esame è quello di individuare  a livello degli arti inferiori l’insufficienza venosa cronica legata a patologie postflebitiche, oppure alla insufficienza della grande safena, la cui incontinenza comporta spesso la comparsa di  varici. Questo esame riveste un ruolo di primaria importanza nel sospetto della trombosi venosa profonda la cui diagnosi precoce e la pronta terapia consentono di prevenire e ridurre il rischio di embolia polmonare.  L’Eco-Color-Doppler arterioso degli arti inferiori è un esame non invasivo che permette di studiare l’anatomia dei vasi sanguigni arteriosi.  Con questo esame, si può studiare la morfologia delle arterie, riconoscere le lesioni aterosclerotiche (placche) e il conseguente grado di stenosi delle arterie,indispensabile per un corretto approccio terapeutico. Le gambe  e le caviglie gonfie nella maggior parte dei casi sono la conseguenza di un accumulo di fluidi (ritenzione idrica) o di un'infiammazione associata a traumi o a malattie delle articolazioni. Questo disturbo può infatti derivare da una insufficienza venosa cronica, ovvero da una condizione patologica che rende difficile il corretto flusso venoso verso il cuore. A soffrirne sono in particolar modo le donne. Avere le caviglie gonfie è un disturbo molto diffuso che si verifica frequentemente in gravidanza, negli anziani, nei soggetti in sovrappeso    e anche in quelle persone che soffrono di vene varicose. Il gonfiore ricorrente degli arti inferiori, associato ad una sensazione di pesantezza, formicolii, prurito e crampi notturni  può costituire il primo sintomo di un problema della circolazione sanguigna, come l'insufficienza venosa. Questi sintomi sono tipicamente aggravati dalla stazione eretta e dalle alte temperature. Le gambe gonfie possono anche essere il segno di un linfedema, cioè di un accumulo di liquidi nello spazio interstiziale, dovuto ad un'insufficienza del sistema linfatico. Il linfedema può presentarsi senza cause apparenti o in conseguenza di un'infiammazione, un'infezione o un tumore. Inoltre, non bisogna sottovalutare il rischio che le gambe gonfie siano associate a malattie cardiache e nefropatie (malattie renali) croniche. Inoltre, gambe gonfie associate a dolore intenso spontaneo e aggravato dal movimento  possono essere causate dalla  flebite (La flebite (detta anche tromboflebite o trombosi venosa superficiale) è l' infiammazione di una vena superficiale causata da un trombo che può ostruirne la cavità interna ed impedire al sangue di circolare correttamente).  Edema, dolore, sensazione di tensione, pelle sensibile e calda, ed un eventuale colorito bluastro a carico dell'estremità colpita, possono invece indicare un'ostruzione venosa (trombosi venosa profonda).

Sono utili rimedi contro le gambe e le caviglie gonfie:

-praticare attività fisica:la sedentarietà è una pessima abitudine da sconfiggere (anche per chi lavora in ufficio, è essenziale alzarsi almeno ogni venti minuti per fare qualche passo); -perdere i chili di troppo, imponendosi anche un’alimentazione  sana ed equilibrata (prediligere frutta e verdura fresca dalle proprietà diuretiche e depurative, ricche di vitamina C e bioflavonoidi, che favoriscono l’elasticità delle vene e ne rinforzano le pareti;

-eliminare i cibi troppo grassi o salati, che provocano ristagno di liquidi corporei;

-bere molta acqua almeno 2 litri ogni giorno);-dormire sempre con gli arti inferiori posti ad un livello più alto rispetto al cuore: basta mettere un cuscino o una coperta ripiegata piu' volte sotto il materasso, in corrispondenza dei piedi, in modo da alzarlo di circa 15-20 cm. Questo accorgimento aiuta la circolazione, favorendo il flusso dei liquidi nell’organismo;

-evitare l'esposizione diretta e prolungata delle  gambe a fonti di calore ( stufe, caloriferi, caminetto, ecc..) ; la notte è il momento migliore per poter stimolare la circolazione, le temperature si abbassano leggermente e grazie all’aiuto di un cuscino si può facilmente ottenere la giusta pendenza in modo che i piedi siano più alti rispetto al cuore. Un dislivello di circa 15-20 cm è sufficiente ;

 - fare una doccia fredda sulle gambe prima di coricarsi; inoltre, alle donne  si consiglia di: -non indossare scarpe con tacchi alti con una certa moderazione, tutto ciò che è di ostacolo all’appoggio naturale del piede rappresenta un ostacolo anche per il normale ritorno venoso. I tacchi alti mettono i piedi in condizione di non avere un appoggio del tutto fisiologico. Per questo motivo, se si desidera intervenire sulle gambe gonfie con rimedi naturali, l’ideale si ha nell’utilizzarli il meno possibile; Il tacco ideale deve avere un’altezza compresa tra i 2 e i 3 cm.;

-evitare l'uso di zoccoli e ciabatte;

-correggere eventualmente postura e deambulazione con l’ausilio di un plantare;

-camminare il più a lungo possibile, e fare le scale a piedi;

- non indossare vestiti aderenti che ostacolano la corretta circolazione;

- indossare calze elastiche a compressione graduata, quando si e' per molto seduti o fermi in piedi.

Le calze elastiche permettono lo svuotamento venoso funzionando come una “pompa esterna supplementare” e risultano essere il dispositivo più efficace e completo per la terapia dell’insufficienza venosa. Comprimendo l’arto con una pressione graduata, massima alla caviglia e decrescente man mano che risale lungo la gamba, la calza compressiva favorisce il ritorno venoso, riduce la pressione venosa, previene la stasi venosa e il deterioramento delle pareti venose, dona un efficace sollievo a gambe dolenti e pesanti e aiuta a ridurre gli edemi dovuti a ristagno del sistema linfatico aiutando il corpo a far risalire il sangue e la linfa lungo la gamba contro la forza di gravità. ll dolore alle gambe spesso è trattabile, rimuovendo la causa che lo determina, pertanto è importante che il paziente si rivolga al proprio medico di fiducia, al fine di individuare la causa.  Il medico va sempre informato quando un forte dolore a una o entrambe le gambe compare senza nessun apparente motivo, mentre si cammina o subito dopo e se il dolore tende a peggiorare. È necessario rivolgersi a uno specialista quando il dolore si accompagna alla comparsa di febbre superiore a 37,8°C, quando la gamba è gonfia, pallida o fredda, se c’è gonfiore o pesantezza a entrambe le gambe o si manifestano problemi respiratori.

Infine è da tener presente in questo periodo che, stanchezza 31% dei casi, dolori muscolari (mialgia) 17% e dolori articolari (artralgia) 11%: un senso di grande spossatezza e debolezza muscolare e/o articolare possono  caratterizzare la malattia da Covid-19 e molto frequentemente protrarsi per un lungo periodo, anche dopo la normalizzazione dei test, in una condizione che viene a volte definita ‘Sindrome Post-Covid19’ o ‘Long-Covid’, ovverosia un persistere di alcuni disturbi determinati dall’infezione anche una volta superata la fase acuta. 

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