Se qualcuno ti dice "Ok Boomer" sappi che...

L'origine dell'espressione virale e la storia di un confronto tra generazioni a lieto fine

Lorena Fusiello Sagittario ascendente British
Andria - venerdì 28 gennaio 2022
Luglio 2018, Londra
Luglio 2018, Londra © n.c.

L’ultima volta in cui un mio alunno mia ha detto ‘ok signora’, è stato come sentirsi dire “Ok Boomer” sebbene la mia generazione d’appartenenza non avesse nulla a che fare con quella dei Baby Boomers

Il mito di eterna giovinezza assieme al mio orgoglio è sparito con l'ascolto di quelle due innocue parole. 

Luglio 2018, Londra. Vacanza studio con 21 teenagers affamati di nuove esperienze, talvolta anche esagerate. Io, eterna Peter Pan, volevo essere una di loro. I miei sforzi fisici e mentali per stare al passo, però, non erano sufficienti. Tra tutti quei ragazzetti sempre un po’ imbronciati, nonostante fossero a London City, da soli per ben quindici giorni, ero e ovviamente rimango la più bassa (spesso mi chiedo cosa ci avranno messo nel loro latte?) Ero l’unica senza un tatoo e piercing (e continuo ad esserlo), dunque, ero facilmente riconoscibile. Le conseguenze furono tragiche. Fui completamente tagliata fuori dai loro discorsi, dalle marachelle che solo durante le notti delle vacanze studio si possono progettare. Mi trattavano come avrei fatto io con mia madre o mia sorella maggiore. Ogni loro ‘si, sì, okay’ risuonava come ‘okay, boomer, okay, okay, ma tanto non ci capiremo mai’.

Generazioni differenti e di conseguenza linguaggi differenti: a soli 26 anni ero la loro Boomer.

L’esperienza della vacanza studio è unica e tutti dovrebbero provarla. A 18 anni ho fatto la mia prima esperienza, bellissima, caratterizzata da 15 notti insonni. Bastava appisolarmi tra un cambio e l’altro di tube (la metro di Londra) per tornare energica come non mai. 

A 18 anni non avrei mai immaginato che qualche anno dopo avrei portati i miei ragazzi a Londra in qualità di accompagnatrice o, come si dice in inglese, Tour Leader. Come non avrei mai immaginato di affidare il mio viso alle maschere rigeneranti per eliminare le occhiaie dopo tutte quelle notti insonni a vigilare … Queen Elizabeth era più arzilla di me.

Tra le esperienze da fare in Inghilterra ce n’è un poco popolare in quanto solo gli appassionati del genere ne conoscono l’esistenza. È possibile fare il tour di Jack lo squartatore: Jack the Ripper. È una delle esperienze che consiglio vivamente anche a chi non è appassionato del genere. 

Il tour si fa al crepuscolo serale e termina quasi a mezzanotte. L’atmosfera notturna rende tutto molto suggestivo. Le guide sono espertissime. Hanno un tono di voce tenue molto coinvolgente ed è possibile seguirlo anche in lingua italiana. 

Il tour notturno inizia da White Chapel e prosegue per tutte le viuzze più uniche della città. Vedrete una Londra più arrabbiata, più ribelle. Passerete attraverso i quartieri che un tempo erano definiti pericolosi, dove la gente ti sorride e ti saluta mentre beve birra al pub, cosa alquanto difficile a Londra perché i Londoners solitamente si fanno gli affari loro. Corrono su e giù per la metro come il Bianconiglio di Alice.

La nomea malfamata di questo quartiere è dovuta alla sua storia. Jack the ripper, lo squartatore, ha commesso quattro femminicidi da Buck’s Row a Brick Lane. In queste viuzze coloratissime e piene di graffiti si alternano case e chiese cupe che non fanno altro che caricarsi di mistero e di intensità al racconto degli orrori più forte di sempre. Questo percorso labirintico per le vie più popolari di Londra termina a London City. Dinnanzi a noi i giganteschi grattacieli tutti illuminati. È come varcare una soglia. La modernità folgorante di fronte e la storia alle spalle. Due facce della stessa medaglia. Questa è la vera bellezza di Londra così eclettica, con mille sfumature, mille identità tutte da scoprire.

Quella notte di luglio l’atmosfera notturna rese tutto così magico. Non mi sembrava la solita Londra dove fuggivo ogni estate dapprima della pandemia per godermi un po’ di aria fresca. Quella sera il vento più gelido iniziò a comparire solo sul tardi, ma era come una carezza sul viso per niente fastidiosa.

Londra di notte è ancora più incantevole. La strada di ritorno verso il nostro college ci fece inevitabilmente passare da South Bank e attraversammo il Millenium Bridge. Una pioggia finissima iniziò a scendere, ma non ci bagnava, bastava a rendere l’atmosfera surreale, un sogno ad occhi aperti che solo le vere anime British sanno cogliere. Ma in tutto questo romanticismo c’è una cosa da sapere. Dopo la mezzanotte a Londra se non sei maggiorenne, non sei nessuno. E se i miei alunni hanno potuto godere di una delle esperienze più belle della loro vita devono ringraziare la loro ‘signora’ accompagnatrice. Sotto la mia responsabilità i ragazzi potevano essere ancora in giro a quell’ora seppur minori. 

E fu così che divenni una di loro. Mi guadagnai le loro attenzioni e finalmente avevamo fatto qualcosa di estremamente figo insieme. 

Non c’erano più generazioni a confronto ma solo un unico gruppo che felicemente si accingeva a tornare in College in quella notte così magica, tanto da non sembrare reale.

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