"Star male": spesso una conversione psicosomatica

L'organo che viene eletto inconsciamente, diventa organo bersaglio: il più colpito è il muscolo cardiaco, ma non da meno sono l'apparato gastroenterico, il colon, la testa e la pelle

Marilù Liso e Saverio Costantino Una finestra su Ben-essere
Andria - venerdì 01 luglio 2022
"Star male" spesso una conversione psicosomatica
"Star male" spesso una conversione psicosomatica © n.c.

Quante volte, al netto del tratto normale di preoccupazione per la propria salute, attiviamo percorsi ipocondriaci? 

Avvertire un malessere fisico è sempre un contenuto da non affrontare con superficialità, quindi è assolutamente giusto attivare ogni approfondimento specialistico. Di frequente però quella che crediamo essere una problematica organica è dovuta ad una conversione psicosomatica. È come dire che la mente è riuscita a far ammalare il corpo. Insomma, l'ansia, la preoccupazione, lo stress hanno solo cambiato linguaggio.

L'organo che viene eletto inconsciamente, diventa organo bersaglio.

Stress, emozione, malattia era il titolo di un libro di un luminare della psichiatria, Paolo Pancheri, studioso della fisiologia dello stress e di come si genera una patologia di tipo psicosomatico.

Asse ipotalamo-ipofisi-corticosurrene la via di diffusione e trasmissione dello stress. Uno degli organi bersaglio più colpito è il muscolo cardiaco, ma non da meno sono l'apparato gastroenterico, il colon, la testa e la pelle. Quando sentiamo un tale problema ci rivolgiamo allo specialista del settore, che spesso evidenzia una rilevanza psicosomatica, che ovviamente va curata con l'intervento integrato di specialisti in psichiatria e psicoterapia.

Ovvero, se immaginiamo che il cuore abbia ogni sintomo, escludendone eziologia organica, uno specialista in cardiologia dovrebbe essere  ponte per la eventuale cura dell'ansia o dello stress, facendo entrare in gioco esperti in materie psicologiche. Stessa considerazione vale per problematiche di tipo gastrico, spesso alcune forme di cefalee, ecc.

Ma quali possono essere gli approcci che vanno anche integrati?

Di certo non solo la presenza e una presa in carico da parte dello psicoterapeuta, ma anche una ristrutturazione degli stili di vita. Eccessivi contenuti di stress protratto spesso meritano una significativa virata. La qualità della vita, seppur non è una terapia, però è terapeutica e produce benessere. Sarebbe un valore arrivare prima che si innesti un contenuto patologico, quindi agire preventivamente, ma come un noto detto dice "meglio tardi che mai".

Ritmi frenetici, obiettivi effimeri, stress lavorativi, ma anche stili di vita nelle città, non da meno contenuti dei sistemi familiari ne fanno una mappa degna di nota. Se il classico contatto con la natura, può essere un consiglio banalmente condiviso, non lo è il passaggio a tradurre il pensiero in azione. La motivazione, la costanza e la definizione delle priorità spesso sono un capitolo importante di un lavoro su se stessi. Non poteva mancare il "mens sana in corpore sano", e direi spesso non sappiamo neanche cosa sia sano e cosa sia tossico e in questo si nuota nell'indefinito.

Non sono solo gli operatori della salute mentale ad occuparsi della salute mentale, ma tutti coloro che creano intorno alla persona ogni opportunità di equilibrio e di benessere. Il primo passo per la guarigione è proprio quello di riportare alcuni sintomi organici nella loro reale sfera, quella psichica. Non dimentichiamolo, fisico e mentale sono due facce della stessa medaglia.

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