Serie C

La Fidelis sfiora l'impresa a Palermo: al "Barbera" termina 1-1

Al vantaggio di Messina, risponde nel finale Luperini; speranze salvezza ancora vive, e domenica arriva la Paganese

Calcio
Andria mercoledì 16 marzo 2022
di La Redazione
L'esultanza al gol di Messina
L'esultanza al gol di Messina © Fidelis Andria/Albore

Sacrificio (tanto), maestria difensiva e il cinismo che basta per colpire in ripartenza: la Fidelis Andria strappa -in 10- un punto pesante al “Barbera” di Palermo, intrappolando i quotati rosanero di Baldini. L’atteggiamento non poteva che essere diverso, vista e considerata una rosa fortemente decimata da squalifiche (Ciotti) e infortuni (Casoli, Benvenga, Tulli, Di Piazza e Bortoletti a cui, nel riscaldamento, si è aggiunto anche Sorrentino). Di Leo getta nella mischia il giovane Messina e avanza Carullo sulla trequarti, per rimediare all’emergenza in avanti (a partita in corso uscirà anzitempo -come se non bastasse- Bubas). 

La trama del match è chiara sin da subito: l'Andria rischia qualcosa e viene schiacciata nella propria trequarti, ma prova a far male in contropiede, impostando anche alcune trame interessanti. E al secondo affondo del match, passa: suggerimento di Gaeta da destra, Bubas cicca la conclusione e sulla sfera si avventa Messina, che apre il piattone e spiazza Massolo da due passi. Nella ripresa il Palermo ripianta le tende nella metà campo avversaria. E al 53’ ha anche l’occasione d'oro per pareggiare i conti. Il direttore di gara concede un calcio di rigore per un -presunto- tocco di mano di Monterisi su un cross di Brunori. Le immagini televisive diranno il contrario. Dagli undici metri, però, Saracco è provvidenziale: ipnotizza Floriano e sigilla, almeno momentaneamente, il vantaggio. Le sortite dei rosanero, più volte vicini al gol, infatti, trovano risultato all’85’: calcio d'angolo da destra, incornata vincente di Luperini. La Fidelis, però, era in 10 uomini. Al minuto 76 era stato espulso, per doppia ammonizione, Leonardo Nunzella, reo di aver fermato la progressione di Felici sull’out di destra. 

In casa Andria, un pizzico di rammarico resta. Non da tutti è contenere a lungo e a domicilio una delle migliori formazioni del torneo, dopo il pari deludente col Latina. Ma chissà se alla vigilia qualcuno avesse anche solo immaginato di sfiorare l’impresa nell’antico tempio della “Favorita”. Il bicchiere deve restare mezzo pieno. E da Palermo, si può tornare con rinnovata fiducia. Perché la strada è insidiosa, ma c’è ancora un lungo tratto da percorrere: solo domenica, lo scontro salvezza contro la Paganese. Doverosa nota di merito agli oltre sessanta supporters andriesi giunti in Sicilia in piena settimana. I ritrovati applausi e l’incitamento post gara sono un segnale non indifferente.

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